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Il cinghiale di Mammoli

Il cinghiale di Mammoli è un animale robusto, tozzo, con il capo piuttosto grosso, il collo breve e massiccio e le zampe corte.

Il capo ha forma subconica ed allungata, è prolungato in un muso mobile che termina con un disco cartilagineo, glabro e ricco di ghiandole.

Dal muso sporgono i canini, zanne allungate, molto più grandi nei maschi che nelle femmine.

Gli occhi sono piccoli e disposti lateralmente.

Il tronco è allungato, più sviluppato in altezza che in larghezza.

Gli arti sono corti e snelli.

Il corpo è ricoperto da setole, di colore scuro, più lunghe sul dorso e sul collo.

A queste setole si accompagna una lanetta fine, più o meno breve secondo la stagione.

I cinghiali di Mammoli abitano nei boschi asciutti di Mastiano sotto il Castello di Mammoli sono generalmente più piccoli di quelli che vivono zone paludose; infatti vivendo allo stato brado sono più piccoli e scuri di quelli originari dell'Europa centrale ed orientale.
Il cinghiale di Mastiano è un animale prevalentemente notturno, trascorre il giorno riposando in zone appartate, calde e soleggiate.


Questo animale resta solitamente fedele ad un territorio ben preciso, ma non è prettamente stanziale, in alcuni casi compie lunghi spostamenti e cambia spesso la zona di residenza, infatti di notte è facile incontrarli lungo il sentiero che collega Suite Accommodation con il Castello di Mammoli.

Quando ne ha possibilità, ama rotolarsi nel fango (insoliarsi) per combattere il fastidio dei parassiti e trovare refrigerio nei mesi estivi.

Durante la stagione fredda il cinghiale di Mastiano vive in tane appositamente scavate nel terreno ed imbottite di sostanze di origine vegetale: quelle delle femmine e dei piccoli hanno generalmente una forma rotonda e possono ospitare fino a quindici animali; quelle dei maschi sono allungate, con un substrato molto spesso ed in esse vive di regola un solo animale.
In passato questo suide si trovava in tutta la lucchesia ma oggi è scomparso in molte colline intorno a Lucca.


Il cinghiale di Mammoli è attualmente molto diffuso sulle colline del Morianese , dove causa grandi danni alle faune originarie.
La caccia ai cinghiali a Mammoli è sempre stata considerata un'attività cavalleresca.

In passato si andava a caccia con la balestra o con il cosiddetto "pugnale dei cinghiali", che consisteva in un'asta con una punta d'acciaio a doppio taglio, dotata di un uncino lungo otto centimetri e collocato all'estremità della punta, lunga trenta.

Quest'arma serviva a colpire i cinghiali quando si precipitavano verso i cacciatori, i quali si ponevano frontalmente all'animale cercando di indirizzare il ferro in modo da colpirlo sopra lo sterno, in modo da raggiungere il cuore.

Attualmente la caccia viene esercitata come selezione, nei tempi e con le modalità consentite.


L'alimentazione del cinghiale si diversifica a seconda della zona ed in base alle stagioni.

Tramite analisi compiute sul contenuto dello stomaco di esemplari del cinghiale di Mammoli, si è osservato che i cinghiali mangiano, oltre a notevoli quantità di ghiande e faggiole, felci aquiline e piantaggine (Plantago), nonché numerose qualità di erbe e funghi.


Accanto all'alimentazione vegetale, non disdegnano cibi di origine animale: carogne di lepri, caprioli o cervi, varie specie di roditori, uova e piccoli uccelli covati a terra, aironi e cormorani caduti dal nido, lucertole, serpenti, ranocchi, pesci vivi e morti, chiocciole, tutte le varietà possibili di insetti e loro larve; si cibano inoltre di granchi e di vermi.

Nelle zone densamente coltivate il cinghiale di Mastiano può arrecare gravi danni, sia per quello che divora, sia per la sua attività di scavatore.


Una curiosità
: mai, come quest’anno, sono stati così numerosi ed invadenti.

Eppure vederli non è semplice!

Si muovono principalmente nelle ore crepuscolari seguendo percorsi precisi, già collaudati, per raggiungere le loro mete più ambite: frutteti, vigneti, noccioleti.

Luciano il giardiniere del Castello di Mammoli pare possa percepirne l'odore di selvatico, sostiene che arrivino alle 19,00 fino a notte inoltrata si intrattengono ingurgitando cibo e grugnendo.

A volte prova a scacciarli battendo le mani ma non sempre sortisco effetto.

Restano lì incuranti, padroni del territorio, a consumare il loro pasto fino a sazietà per poi ritirarsi nella macchia.

I danni all’agricoltura possono essere ingenti!

Quest'anno una famigliola di cinghiali, poco prima della vendemmia, ha preso d’assalto alla vicina vigna dell'Azienda Agricola Villa Volpi lasciando soli pochi grappoli.


 


 

 

 

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